Normativa tecnica

Normativa tecnica
(Aggiornata al 28/2/2006)


La situazione attuale

Nel luglio 2003 sono state pubblicate le seguenti due norme europee , poi aggiornate nel dicembre dello stesso anno e recepite da UNI nel 2004 :

UNI EN 14213 - Heating fuels. Fatty acid methyl esters (FAME). Requirements and test methods.
UNI EN 14214 - Automotive fuels. Fatty acid methyl esters (FAME) for diesel engines. Requirements and test methods

In conseguenza di questo, l'UNI ha ritirato le due norme Nazionali preesistenti: la UNI 10946 (per autotrazione) e UNI 10947 (per riscaldamento) che sostituivano la precedente UNI 10625.

Le UNI EN, senza entrare nel merito delle caratteristiche prestazionali del prodotto come combustibile, definiscono i requisiti minimi del biodiesel sotto il profilo merceologico per impieghi differenti (autotrazione e riscaldamento); a tale scopo indicano, per una serie di caratteristiche essenziali, i valori minimi e massimi accettabili e, per la determinazione degli stessi, i metodi di prova da utilizzare, principalmente tramite richiamo ad altre norme.

La legislazione nazionale, riprendendo le specifiche delle norme citate, definisce anche le caratteristiche fiscali che il biodiesel deve possedere per poter conseguire la esenzione di accisa.

Accanto a queste norme trova spazio, nel panorama normativo nazionale, il documento NC 637-02:2003 "Combustibili per autotrazione. Miscela di esteri metilici di acidi grassi (FAME) al (20-30)% (V/V) in gasolio. Requisiti e metodi di prova" sviluppato dal CUNA - Commissione Tecnica di Unificazione nell'Autoveicolo. Tale documento definisce i requisiti minimi e i metodi di prova per l'idoneità all'uso in veicoli diesel di miscele che contengono dal 20% al 30% (V/V) di FAME in gasolio. Le miscele di cui vengono date le specifiche sono destinate al solo impiego extra rete come previsto dall'attuale legislazione.

Un po' di storia

In vista dell’emanazione del primo decreto sul biodiesel, nel 1993 è stata sviluppata, su mandato del MICA, la prima edizione della specifica nazionale degli esteri metilici di oli vegetali. Successivamente tale specifica predisposta dal CUNA e dal CTI è stata aggiornata per quanto attiene i metodi di prova e, così modificata, è divenuta norma nazionale come UNI 10635 ed è stata richiamata dalla legislazione vigente (art. 3 comma 1 sub f, e art. 2 comma 4 DM 219/98). Successivamente tale standard è stato ritirato dal mercato in quanto non più adatto a garantire l'uniformità delle caratteristiche del prodotto soprattutto in funzione dei differenti utilizzi (autotrazione o riscaldamento) e degli oli di partenza. Contestualmente alla specifica, è stato messo a punto anche il metodo per la determinazione del biodiesel nelle matrici petrolifere (gasolio ed olio combustibile) fino ad un contenuto massimo del 20% vol. Tale metodo, adottato come normativa nazionale (UNI 22056), è basato sulla tecnologia gas-cromatografica e consente anche un esame qualitativo del biodiesel in modo da poter identificare eventuali sofisticazioni, come la presenza di oli usati da frittura.

Al fine di favorire gli scambi internazionali, la normazione tecnica si è progressivamente spostata in ambito sovranazionale attraverso il Comitato Europeo di Normazione (CEN) e l'Organizzazione Internazionale di Normazione (ISO). In particolare per il biodiesel a livello europeo è da segnalare che nel gennaio 1997 la Commissione UE, con il mandato M/245, ha affidato al CEN il compito di elaborare la normativa per gli esteri metilici degli acidi grassi per autotrazione, riscaldamento e produzione di energia. L’obiettivo del mandato è di sviluppare nuove specifiche che, a differenza di quelle nazionali esistenti, definiscano i requisiti minimi degli esteri metilici indipendentemente dalla loro origine.

Per eseguire il mandato il CEN ha creato un’apposita struttura operativa comprendente una task force e tre nuovi gruppi di lavoro:

  • la task force, dipendente dal preesistente CEN/TC 19/WG 24 (gruppo di lavoro che si occupa della preparazione e dell’aggiornamento delle specifiche del gasolio di origine fossile), per definire le specifiche del biodiesel per autotrazione;


  • il WG 25 (CEN/TC 19) per definire le caratteristiche ed i limiti di specifica degli esteri metilici di acidi grassi per riscaldamento e produzione di energia;


  • il WG 26 (CEN/TC 19) e il WG 1 (CEN/TC 307) per definire i metodi di prova a supporto della normativa sopra citata. Complessivamente i metodi da definire sono 26, incluso quello per determinare il contenuto di biodiesel nel gasolio; si tratta per lo più di metodi esistenti e, pertanto, l’attività dei due gruppi di lavoro riguarda essenzialmente l’organizzazione dei circuiti interlaboratorio (round-robin tests) per determinare i dati di precisione dei metodi di prova.



Altri enti normatori nazionali hanno elaborato norme tecniche per il biodiesel; in particolare sono da segnalare il DIN (con la DIN 51606 che è considerata la prima specifica tecnica sul biodiesel da olio di colza e su cui si basa l'attuale norma europea ) e l'AFNOR.



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