Produzioni Oleaginose

Coltivazione delle colture oleaginose

Considerata la grande quantità di specie oleginose è ovviamente impossibile effettuare uno studio particolareggiato di tutte le catene produttive; in questa sede sono quindi descritte solo le specie ritenute più interessanti sia perché maggiormente diffuse sul territorio nazionale, sia perché, proprio grazie alla loro diffusione tra le varie colture oleaginose, è stato più facile reperire i dati.

Le catene agricole, così come descritte in altra parte del sito (colza, girasole), sono state suddivise in unità di processo:

  • Produzione di semi: comprende tutte le operazioni necessarie per la produzione del seme; è importante in quanto rappresenta l'impatto che l'utilizzo della semente ha sull'intera filiera. Normalmente viene calcolata partendo dalla filiera studiata senza considerare l'utilizzo della semente; tale sistema è poi soggetto ad aggiustamenti progressivi mediante operazioni di ricalcolo.
  • Lavorazioni del terreno: comprende tutte le lavorazioni preparatorie del terreno prima della semina, escludendo i trattamenti chimici.
  • Semina: comprende esclusivamente le operazioni di semina escludendo i trattamenti chimici.
  • Fertilizzazione: comprende le operazioni di fertilizzazione includendo la produzione dei fertilizzanti utilizzati.
  • Trattamenti chimici: comprende le operazioni di trattamento chimico della coltura includendo la produzione dei composti utilizzati.
  • Raccolta: comprende le operazioni di raccolta senza il trasporto.
  • Trasporto in azienda (1): comprende le operazioni di trasporto mediante trattore e carro dal campo all'azienda.
  • Stoccaggio: comprende le operazioni di immagazzinamento in azienda e i relativi fabbricati.

e per ognuna di esse sono stati analizzati:

Input Output
Energia fossile utilizzata Emissioni in atmosfera
Macchinari (Produzione ed Uso) Rese colturali
Fabbricati (Produzione) Sottoprodotti
Fertilizzanti (Produzione ed Uso)  
Fitofarmaci (Produzione ed Uso)  

La stessa metodologia è stata applicata anche alle fasi successive della produzione di olio e biodiesel e utilizzo finale del biocombustibile.

Aspetti Energetici

L'analisi energetica delle filiere agricole del biodiesel è schematizzata nelle seguenti tabelle:

Colza
  Unità Austria Svizzera Francia Danimarca Germania
Semi t/ha 3,75 3 3,09 2,9 2,93
Energia fossile MJ/ha 15.199 16.288 19.697 15.999 13.899
MJ/t semi 4.053 5.429 6.374 5.516 4.744
Fonte CTI, BIOFIT 2000



Girasole
  Unità Italia Grecia Francia
Semi t/ha 3,05* 2,5 2,25
Energia fossile MJ/ha 10.730 9.946 8.502
MJ/t semi 3.518 4.420 3.778
* Le rese per l'Italia sono alte rispetto ai valori medi (2,8 t/ha nel 1998 - Nord Italia) in quanto è stata presa in considerazione una buona filiera produttiva, gestita secondo i disciplinari di buona pratica agricola, in una zona altamente produttiva. Fonte CTI, BIOFIT 2000



I dati riportati nelle tabelle sono valori medi ottenuti elaborando le informazioni raccolte dai partecipanti al progetto Biofit e riguardano l'energia fossile utilizzata da tutti gli input (energia diretta), e quella necessaria per la loro produzione (energia indiretta). In questo caso l'unità di misura utilizzata è l'ettaro o la tonnellata di semi. Unità di questo tipo consentono infatti facili raffronti tra colture differenti.

L'analisi delle tabelle mostra mediamente un maggiore consumo di risorse energetiche nella coltivazione del colza rispetto al girasole, indice di una meccanizzazione elevata e di un maggiore consumo di risorse della prima coltura.

Le singole fasi, come descritte sopra, contribuiscono ovviamente in modo differente al fabbisogno totale di energia della coltura, come dimostra il grafico seguente, che indica il consumo di energia fossile per ogni ettaro coltivato a colza:



E' evidente come la fertilizzazione giochi un ruolo fondamentale nell'intera catena, in quanto:

  1. la produzione dei composti chimici è energeticamente dispendiosa
  2. le notevoli quantità di fertilizzanti utilizzati fa si che l'unità di processo relativa presenti l'elevato consumo energetico illustrato nel grafico.

Di seguito è riportato il grafico relativo alla coltivazione del girasole:



La minore utilizzazione di fertilizzanti nella coltivazione del girasole influenza positivamente il consumo di energia fossile (diretta e indiretta) attribuibile all'intera catena.

Aspetti ambientali

Passando all'analisi dei principali impatti ambientali i dati riassuntivi sono riportati nelle tabelle seguenti; l'unità di misura è sempre il grammo (g) di sostanza per ogni ettaro (ha) coltivato a colza o a girasole.

La conversione in altra unità può essere fatta ricordando che, molto sommariamente, si può stabilire che un ettaro produce circa una tonnellata di biodiesel.




(Tabella)





(Tabella)


In accordo con quanto detto poco sopra si deve rilevare che mediamente il girasole risulta "meno" inquinante rispetto al "colza".



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