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Liberalizzazione, mercato e investimenti

Pubblicazione


Autore: A. Clerici

Collana: BT - 13 - Mar 01 - Come ridurre il costo dell'energia: proposte concrete di intervento

Note:
Vorrei ricordare che l’ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed

Elettroniche) con le sue:

- 900 Aziende

- 155.000 Dipendenti

- 80.000 Miliardi di fatturato

si presenta nel settore energetico con una duplice veste:

- come consumatore di energia nelle fabbriche e sedi dei propri associati

- come fornitore di sistemi, impianti, macchinari ed apparecchiature per l’industria

elettrica

ANIE ha quindi un notevole interesse affinché il processo di liberalizzazione in atto porti

ad una maggior efficientizzazione del sistema elettrico con una riduzione dei prezzi ed una

miglior qualità dell’energia elettrica mediante appropriati investimenti atti a raggiungere

tali obiettivi.

Purtroppo però, il processo di liberalizzazione con il suo “transitorio” lontano dal regime

ha bloccato gli investimenti nei tre settori principali:

- Produzione (fino alla cessione delle 3 GENCO’s dell’ENEL e alla definizione delle

regole della Borsa chi ha interesse ad investire?)

- Trasmissione (non sono ancora definite le procedure tecnico economiche per i

collegamenti alla rete e per le espansioni di rete!)

- Distribuzione (non sono ancora state completate le cessioni ENEL alle

Municipalizzate e questo blocca gli investimenti di entrambi nelle aree interessate).

Tutto ciò ha chiaramente un serio impatto sulle industrie elettromeccaniche italiane;

occorre infatti notare che se non c’è mercato locale non ha senso avere una industria basata

in Italia! Le nostre industrie non chiedono investimenti inutili, ma investimenti che hanno

un ritorno sicuro e che sono indispensabili per l’ efficientizzazione delle infrastrutture del

sistema Italia. Purtroppo tali piani di investimento sono continuamente frenati sia da una

burocratizzazione e complicazioni esasperanti sia da obiettivi contradditori posti dai

governanti (ed uno di questi è una privatizzazione dell’ENEL iniziata per “fare cassa” ai

danni di una liberalizzazione che stentava a partire!)


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