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IMPIANTI PER IL TRATTAMENTO DI REFLUI DA INDUSTRIA TESSILE

Pubblicazione

Data: 04-2008

Autore: ing. Riccardo Gori, ing. Riccardo Valeri, ing. Cecilia Caretti

Collana: BT - 42 - Apr 08 - Il riutilizzo delle acque industriali usate attraverso i processi di depurazione tradizionali e non

Note:
Le industrie tessili effettuano vari trattamenti delle fibre mediante impiego di acqua in quantità variabile dalle cinque alle quaranta volte il peso della fibra, con conseguenti grandi volumi di reflui da smaltire; tali trattamenti sono costituiti da pretrattamenti tintoriali (candeggio, sbozzimatura, mercerizzazione), trattamenti di nobilitazione tessile (dalla tintura ai post trattamenti tintoriali, come quelli per aumentare la solidità ad umido o a secco di vari coloranti) ed infine dal finissaggio che comprende operazioni quali la follatura o l'impregnamento con prodotti che conferiscono alla fibra particolari caratteristiche. Al termine della maggior parte dei trattamenti il bagno deve essere scaricato. Vengono poi effettuate operazioni di risciacquo con quantità di acqua pari a quelle di trattamento. Nella fase di filatura vengono utilizzati prodotti che permettono una maggiore scorrevolezza delle fibre in modo da garantire la riduzione dei coefficienti di attrito filo su filo e filo su metallo; i prodotti in questione possono essere oli minerali oppure tensioattivi, quali lubrificanti ed antistatici. In sede di tintura del tessuto o del filato si ha il rilascio di tutti questi prodotti utilizzati precedentemente. Durante le operazioni di tessitura, i fili vengono talvolta ricoperti da un sottile film per ridurne la rugosità del profilo e per renderli lisci e scorrevoli, in modo da diminuirne il rischio di rottura. Per questa operazione vengono utilizzati amidi, amidi modificati, derivati della cellulosa, alcooli polivinilici, cere, grassi, siliconi e una vasta gamma di altri composti chimici. Durante la sbozzimatura, precedente le fasi di tintura, si ha ancora una volta il rilascio di questi prodotti con conseguenti acque di scarico caratterizzate da COD molto elevato per la presenza delle bozzime solubilizzate (amidi, amidi modificati, alcool polivinilico, poliacrilati). In generale si può dire che le sostanze lubrificanti hanno solitamente difficile attitudine alla degradazione biologica; inoltre alcuni prodotti antistatici, costituiti da ammine aromatiche quaternarie mostrano, data la loro tipologia chimica, marcate caratteristiche antibatteriche. I prodotti siliconici hanno la tendenza a ostacolare gli scambi di ossigeno nella biomassa dell'eventuale trattamento secondario biologico, date le loro capacità di variare la tensione superficiale dei liquidi. Nel caso di amidi o derivati si hanno sostanze che possono essere soggette a degrado biologico, ma per i prodotti polimerici artificiali si possono talvolta anche sommare problemi di lenta degradazione.


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