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IL RIUTILIZZO DI ACQUE INDUSTRIALI: CASI REALI DI APPLICAZIONE DI ULTRAFILTRAZIONE SU ACQUE DI LAVANDERIA

Pubblicazione

Data: 04-2008

Autore: Alessandro Barni – Hytek

Collana: BT - 42 - Apr 08 - Il riutilizzo delle acque industriali usate attraverso i processi di depurazione tradizionali e non

Note:
Negli ultimi anni è cresciuto enormemente il trattamento delle acque di scarico ai fini del loro riutilizzo. Questa crescita è stata incoraggiata da un lato dalla scarsità della stessa risorsa primaria in alcune zone e/o in alcuni periodi dell’anno, dall’altra dai sempre più elevati costi di approvvigionamento e smaltimento. Il riutilizzo delle acque di scarico ottiene il doppio beneficio di ridurre la domanda della “risorsa idrica” e simultaneamente di ridurre l’impatto ambientale associato allo scarico di effluenti anche se trattati e rispondenti alle normative vigenti. L’ultrafiltrazione è una delle tecnologie che hanno conosciuto negli ultimi anni una diffusione sempre più ampia. Accanto all’applicazione nel settore della potabilizzazione, dove va a sostituire i metodi tradizionali di filtrazione a sabbia e clorazione, l’ultrafiltrazione ha trovato sempre più impieghi nell’ambito dei trattamenti terziari avanzati e come insuperabile tecnologia di pretrattamento all’osmosi inversa. Questa tecnologia di filtrazione si pone nella scala delle filtrazioni tra la microfiltrazione e la nanofiltrazione garantendo la rimozione completa di solidi sospesi, dei colloidi, di virus e batteri e di tutte le particelle comprese nell’intervallo 100-10 nm. Diverse possono essere le geometrie delle membrane, i materiali delle stesse ed i “modus operandi” dei sistemi di ultrafiltrazione. In generale i sistemi che si sono maggiormente imposti sul mercato sono quelli a fibre cave, con configurazione a moduli immersi (depressione) o a moduli in pressione (sistemi sigillati) che lavorano a bassa pressione (0,2 – 0,8 bar) ed in modo dead-end (a canale cieco) alternando periodi di filtrazione di tutto l’alimento a operazioni di contro lavaggio per eliminare lo strato di inquinanti accumulatisi sulla membrana. Nei due casi che andremo ad esaminare (Siena e Como) l’ultrafiltrazione è stata applicata a delle acque di scarico provenienti dai processi di lavaggio di lavanderie industriali. In entrambi i casi gli scarichi vengono depurati con impianti biologici a fanghi attivi che garantiscono, con l’ausilio di uno stadio di filtrazione finale a sabbia, il raggiungimento dei parametri richiesti per lo scarico in tabella. Con l’applicazione dell’ultrafiltrazione come trattamento terziario, su parte dell’acqua destinata allo scarico, si è ottenuta un’acqua di ottima qualità che viene in parte riutilizzata nel ciclo industriale tal quale, in parte inviata ad un’ulteriore sezione di osmosi inversa che, eliminando il contenuto salino, permette di controllare il valore medio di conducibilità dell’acqua riutilizzata all’interno delle lavanderie. Il riutilizzo di acque industriali: casi reali di applicazione di ultrafiltrazione su acque di lavanderia A. Barni apr. 2008 - pag. 2. La richiesta da parte degli utilizzatori della possibilità di riciclare le acque di scarico non è stata solo determinata dalla volontà di ridurre gli sprechi. Nel caso della Lavanderia di Siena la necessità di riutilizzare le acque di scarico nasce dalla riduzione drastica della disponibilità della risorsa primaria nei periodi estivi più caldi dell’anno che metteva in seria difficoltà la stessa attività della lavanderia.


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