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Elettricità pulita e de-carbonizzata dall'ossicombustione dei residui di raffinazione

Pubblicazione


Autore: G. Pelliccia, S. Consonni, V. Naudet

Collana: CA - 58 - Padova 2003

Note:
La produzione di energia da residui pesanti di raffinazione ad alto contenuto di zolfo - detti anche Tar - pone seri problemi di impatto ambientale. Questa memoria tratta della loro ossicombustione quale tecnologia per la generazione di elettricità con emissioni pressochè nulle, non solo degli inquinanti regolamentati (CO, NOx, SOx, etc.), ma anche di CO2. Si considerano una serie di impianti di media taglia (250 MWe netti senza rimozione di CO2), che differiscono nella configurazione del generatore di vapore e del ciclo termodinamico (sub-critico e Ultra-Super-Critico). I risultati mostrano come l'ossicombustione permetta di catturare il 98% circa della CO2, con un rendimento elettrico netto compreso tra il 33% e il 36%. Rispetto ad impianti della stessa taglia senza rimozione di CO2, il costo dell'elettricità aumenta di 2-4 c/kWhe. Il costo per tonnellata di CO2 evitata è di 31-39 per la sola cattura (produzione di CO2 ipercritica a bocca di impianto), che diventa 43-52 per tonnellata di CO2 evitata se si considera un costo per lo staccaggio di 10 per tonnellata di CO2 stoccata.


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