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Scelti per voi: dalla A alla G

L’IMPORTANZA DELLA CLASSE ENERGETICA DEGLI EDIFICI
L’Adnkronos ha dedicato l’11 ottobre un servizio al risparmio energetico nell’edlizia riferendo di un’iniziativa del socio CTI Fire. Ve lo proponiamo.
«A che classe energetica appartiene il tuo edificio? Tante le possibilità: A, B, C ma c’è chi addirittura in pagella prende anche una G. Informazioni importanti che la maggioranza ignora. Quando invece è utile segnalare, ad esempio, che per un appartamento di 120 mq la differenza tra la classe energetica G (bassa qualità) e B (buona qualità) può comportare una differenza nella spesa per il riscaldamento di quasi 2000 euro l'anno.
Acquistare edifici ‘verdi’, dunque, che siano ‘certificati’ sotto il profilo igienico-sanitario, della sicurezza e del risparmio energetico è sempre più importante dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Soprattutto se si pensa che l’energia consumata nell’edilizia residenziale per riscaldare gli ambienti e per l’acqua calda sanitaria rappresenta circa il 30% dei consumi energetici nazionali, e rappresenta circa il 25% delle emissioni totali nazionali di anidride carbonica, una delle cause principali dell’effetto serra e del conseguente innalzamento della temperatura del globo terrestre.
Ma chi si occupa di questo spreco di energia? Per enti e imprese che rispondono a determinati requisiti si fa strada, obbligatoria per legge, una nuova figura professionale: l’energy manager. Una gestione corretta dell’energia è fondamentale e proprio nei prossimi giorni (13 e 14 ottobre) si terrà a Roma la prima Conferenza Nazionale Energy Management organizzata dalla Fire, federazione italiana per l’uso razionale dell’energia e Gruppo Italia Energia. Nel privato però ancora una volta non si registrano risultati positivi. La situazione italiana “è di grande ritardo” commenta all’ADNKRONOS, il responsabile energia di Legambiente, Edoardo Zanchini.
“L’edilizia degli ultimi 20 anni non ha prestato attenzione agli standard energetici” e adesso ci ritroviamo a fare i conti con una male gestione. La legge del 1991 in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia “è stata totalmente disattesa”. Ma adesso “grazie alla pressione dell’Unione Europea che ha approvato delle direttive si stanno facendo passi avanti”. Da quest’anno, ad esempio, “c’è l’obbligo di certificazione energetica su tutti i nuovi edifici. Ma è solo un primo passo”. In questi anni, inoltre, “alcuni Comuni hanno anticipato la direttiva Europea portando a casa risultati interessanti”.
Quanto alle imprese “è ovvio che sono maggiormente interessante alla costruzione del nuovo che non al risanamento dell’esistente: c’è più guadagno”. Ma il vero problema risiede nel patrimonio edilizio del Bel paese: “in larga parte costituito da condomini". Purtroppo, spiega Dario Di Santo, direttore Fire, “non c’è ancora una sensibilità così diffusa. Può succedere poi che alcuni amministratori condominiali non hanno interesse a cambiare la situazione perché hanno accordi o agevolazioni con fornitori”. Quanto alla crescente attenzione verso il fotovoltaico, il direttore della Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia spiega che si tratta di un intervento “molto facile da capire e da implementare. Ma per interventi più importanti si ottiene quasi sempre uno stop in fase di assemblee condominiali”.
Per il responsabile energia di Legambiente il problema è che “esistono solo incentivi individuali, nel senso che ognuno sceglie per sé. Quando invece servirebbe una ristrutturazione complessiva per avere dei risultati incisivi”. Non è questo il problema, secondo Di Santo, in quanto “le detrazioni fiscali si possono utilizzare sia a livello condominiale che di singolo. E’ chiaro però che alcuni interventi potrebbero essere agevolati se ci fossero alcune regole. Ad esempio, se potessi utilizzare l’energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili direttamente negli appartamenti invece che solo per utenze condominiali, come ascensore o luce, otterrei un deciso miglioramento delle prestazioni economiche dell’investimento”.
Ma per Di Santo la barriera più grande è rappresentata da altro: “si conoscono poco questi interventi, la maggior parte delle gente non vuole spendere tanto e non c’è una grande diffusione di finanziamento tramite terzi”. Per Zanchini, invece, a mancare “è una politica di risparmio energetico: non c’è chiarezza, informazione e soprattutto certezza negli anni. Ad esempio non sappiamo ancora se gli incentivi di quest’anno verranno prorogati”. E sugli incentivi più fiducioso è l’economista e vicepresidente dell’Accademia nazionale dei Lincei, Alberto Quadrio Curzio che spiega: “La norma del 36% di sgravio per i lavori di ristrutturazione edilizia è del 1996 ed è ancora in vigore”.
Per questo “sarei meno pessimista su questo fronte, in quanto queste norme quando danno risultati positivi vengono sempre mantenute”. Ed è proprio sulle opportunità che offre il risparmio e la gestione dell’energia che si parlerà al convegno organizzato dall’Accademia nazionale dei Lincei, venerdì 15 ottobre a Roma: ‘Energia ed ecologia: un peso o un’opportunità per l’economia?’. Più che una politica nazionale, secondo l’economista si può fare ancora molto a livello locale. In particolare “un ruolo importante potrebbe essere svolto dalle Regioni. Serve un’incentivazione e una educazione al risparmio energetico più vicino al territorio” conclude Quadrio Curzio.»

 



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