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DL 152/06: Modifiche schema integrativo

MODIFICHE CONTENUTE NELLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI CORRETTIVE E INTEGRATIVE DEL DL 152/06 RECANTE NORME IN MATERIA AMBIENTALE
 
Il CTI nell'arco di numerose riunioni di un GdL costituito appositamente allo scopo "GC 607 Gruppo studio DLgs 152/06 Titolo II - Impianti termici civili", ha elaborato nel 2009, su suggerimento della Commissione COVIS del Ministero dell’Ambiente, una proposta per la modifica del Titolo II della legge 152/06 (consegnato nel mese di luglio). In seguito il MATTM non aveva dato notizie.
Il 25 maggio 2010 è stato reso disponibile lo “schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale” che sostanzialmente ha recepito poco o nulla di quanto proposto e che evidenzia una scelta politica di rivedere il testo non tanto sotto il profilo tecnico ma piuttosto sotto il profilo politico per dare ampio spazio alle regioni nella materia specifica.
Il CTI si è attivato prontamente e ha chiesto e ottenuto per il 15 giugno una audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati (Presidente: On. Alessandri Angelo) alla quale per il CTI hanno partecipato il dott. Bonello, l’ing. Galloppa, l’ing. Raimondini e il prof. Riva.
Nel corso dell’audizione sono stati sottolineati i seguenti aspetti:
• le più importanti modifiche suggerite dal CTI nel documento del luglio 2009 in tema di impianti termici, soprattutto per quello che riguarda gli aspetti legati progresso tecnologico del settore e alla libera circolazione dei prodotti;
• la necessità di indirizzare, a livello nazionale le regioni a degli schemi standard di formazione e per il rilascio dei patentini;
• alcune incongruenze presenti nello schema di decreto a riguardo dei CV (certificati verdi) concessi agli impianti di cogenerazione.
La documentazione di interesse è riportata al link:
http://www.cti2000.it/index.php?controller=documenti&action=documentiOt&ot=273
A seguito dell’audizione, la Commissione ambiente ha rilasciato il parere che viene di seguito riportato con riferimento ai temi di interesse CTI.


Resoconto della VIII Commissione permanente
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)
VIII Commissione

Martedì 22 giugno 2010

Schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale (atto n. 220).

PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE

La VIII Commissione,
esaminato lo schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale (di seguito «codice»);
considerata la disposizione di cui all'articolo 12 della legge 18 giugno 2009, n.69, che delega il Governo ad adottare, entro il 30 giugno 2010, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni correttive ed integrative dei decreti legislativi emanati ai sensi dell'articolo 1 della legge 15 dicembre 2004, n. 308, nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi stabiliti dalla stessa legge,
premesso che:
non appare opportuna, all'articolo 4, comma 4, lettera c) del codice, come introdotta all'articolo 2, comma 1, lettera c), l'attribuzione all'AIA delle finalità proprie della VIA, stante che l'AIA è finalizzata all'eliminazione della riduzione integrata dell'inquinamento, anche attraverso le verifiche ed i rinnovi periodici dell'autorizzazione da effettuare durante tutto il corso di vita dell'attività industriale, mentre la VIA opera in fase di verifica degli effetti ambientali della realizzazione degli impianti;
la nuova definizione della VAS recata all'articolo 5, comma 1, lettera a) del codice, come modificata all'articolo 2, comma 2, lettera b), capoverso a), fa riferimento, anziché alla «valutazione del piano e del programma» alla «definizione del piano o del programma», in difformità con la normativa comunitaria (articolo 2 direttiva 2001/42/CE) che fa invece riferimento alla «valutazione del rapporto ambientale»;
all'articolo 15, comma 2, del codice, come sostituito dall'articolo 2, comma 13, lettera b), l'attribuzione all'autorità procedente all'adozione del piano del potere di rivedere il piano o il programma sulla base delle risultanze del parere motivato per adeguarlo allo stesso parere finisce per riconoscere carattere vincolante alla valutazione ambientale strategica, vanificando così il bilanciamento tra le diverse esigenze in gioco ai fini dell'adozione del piano medesimo, in contrasto pertanto con la normativa comunitaria (articolo 8 direttiva 2001/42/CE) a norma della quale in fase di preparazione del piano il rapporto ambientale viene solo preso in considerazione;
all'articolo 17 del codice, il comma 2 come inserito dall'articolo 2, comma 15, a norma del quale chiunque abbia presentato osservazioni durante la consultazione pubblica può impugnare il piano che non recepisce integralmente il parere VAS, non risulta previsto dalla normativa comunitaria che non prevede alcuna disposizione analoga, limitandosi a contemplare la pubblicazione di una dichiarazione di sintesi in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o nel programma;
all'articolo 23, comma 4, come modificato dall'articolo 2, comma 20, lettera c), il ritiro da parte del proponente della documentazione anche in caso di lieve incompletezza impedisce di colmare la lacuna in tempi brevi sospendendo così il procedimento per un periodo minimo di 30 giorni;
all'articolo 28, comma 1-bis, del codice, come introdotto dall'articolo 2, comma 24, lettera b), la previsione per cui l'autorità competente, qualora dal monitoraggio risultassero impatti negativi ulteriori e diversi ovvero di entità significativamente superiore rispetto a quelli previsti, può apportare modifiche al provvedimento VIA o, nei casi di maggiore gravità, ordinare la sospensione dei lavori o delle attività autorizzate, rischia di creare incertezza tra gli operatori anche in relazione agli investimenti effettuati;
condivisi i rilevi espressi sullo schema dalla XIII Commissione che sono allegati al presente parere,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:

(omissis)

m) con riferimento agli articoli 268 (articolo 3, comma 2 dello schema), 269 (articolo 3, comma 3 dello schema), 283, (articolo 3, comma 15 dello schema) del Codice, tenuto conto dell'evoluzione tecnologica e del necessario aggiornamento normativo, valuti il governo di adeguare la normativa con particolare riferimento alle definizioni di generatore di calore, impianto termico civile, potenza termica, conduzione, manutenzione ordinaria e straordinaria, responsabilità degli installatori e manutentori, anche tenendo conto delle elaborazioni già svolte in ambito ministeriale con il supporto di organismi UNI;
n) con riferimento agli articoli 284 e 286 del Codice (articolo 3, comma 17 dello schema), valuti il Governo di semplificare le procedure di dichiarazione e di documentazione, anche con riferimento al libretto di centrale;
o) con riferimento alle modifiche di cui all'articolo 287 comma 1 del Codice, (articolo 3, comma 18 lettera a) dello schema), valuti il Governo di prevedere una disciplina transitoria al fine di evitare vuoti normativi in caso di inottemperanza o ritardi da parte delle regioni nell'attuazione della norma;
p) con riferimento all'articolo 290 del Codice (articolo 3, comma 20 dello schema), anche al fine evitare una possibile procedura di infrazione UE a seguito dell'accoglimento di ricorsi giurisdizionali in materia, valuti il Governo di sopprimere il comma 2;
q) valuti il Governo l'opportunità di adeguare la normativa dell'allegato IX (Impianti termici civili) del Codice all'aggiornamento della tecnica ed ad altra legislazione relativa agli impianti termici, modificando in particolare la parte II relativa ai requisiti tecnici e costruttivi.

Le principali osservazioni del CTI sono state quindi accolte e che, ci si augura, si vorrà tenere conto nel testo finale.



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