Allocazione

   

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Allocazione

Con "Allocazione" si intende la "distribuzione dei flussi inquinanti ai diversi prodotti e sottoprodotti in uscita dalla filiera considerata in funzione di parametri scelti su base più o meno soggettiva (massa, valore energetico, valore economico ecc.)".

Il concetto di allocazione è un punto fondamentale della LCA ed è legato al fatto che è praticamente impossibile, per una serie di motivi più o meno evidenti, analizzare un sistema nel suo complesso.

In altre parole, l'allocazione, nel caso specifico del biocombustibile studiato, tiene conto della massa di prodotti (olio, biodiesel, altri prodotti della raffinazione per il gasolio) e di co-prodotti e/o sottoprodotti (panelli, glicerina, saponi ecc.) in uscita da ogni fase della catena produttiva del combustibile sia esso fossile o biomassa e consente la suddivisione (allocazione) delle emissioni in maniera proporzionale secondo i parametri voluti.
Taluni flussi vengono trascurati in quanto percentualmente insignificanti (<< 1%).

Spesso il criterio di allocazione scelto fa si che le percentuali di allocazione coincidano con quelle delle rese (estrazione olio, raffinazione greggio), ma a volte tale coincidenza non sussiste perché l'allocazione è calcolata sulla base dei prodotti considerati e non di tutti gli output di un processo (rifiuti, acque di scarico ecc.).

Un esempio aiuta a comprendere meglio il concetto: se dalla trasformazione dell'olio vegetale si ottiene biodiesel e glicerina, le emissioni di CO2 relative alle operazioni agricole possono essere suddivise tra questi due prodotti proporzionalmente alle rispettive masse, oppure ai bilanci energetici, al valore economico ecc.. È evidente, quindi, che la CO2 attribuita alla glicerina "sparisce" dai bilanci della CO2 relativi al solo biodiesel.

Da un punto di vista metodologico è corretto procedere all'allocazione solamente quando non è possibile studiare il destino dei co-prodotti e dei sottoprodotti. In alternativa si dovrebbe analizzare a fondo anche il processo che porta alla produzione della glicerina, considerarne il possibile sistema di riferimento (la glicerina "biogena" sostituirebbe la glicerina ottenuta da materie prime fossili), e allargare di conseguenza i confini del sistema studiato; lo stesso dicasi per il panello.

La relativa complessità dell'argomento e soprattutto l'importanza degli aspetti formali che andrebbero affrontati in sede internazionale per fissare degli standard di valutazione comuni, possono essere evidenziati con un secondo esempio.

Ipotizzando di produrre la coltura energetica (colza) su terreno destinato a mais per alimentazione animale e non su terreno a set - aside (come considerato nel progetto Biofit), le emissioni di CO2 fossile attribuibili al mais dovrebbero essere sottratte alle emissioni relative alla produzione di granella di colza a tutto vantaggio - considerando che le prime sono maggiori delle seconde - del bilancio ambientale del biodiesel. In questo caso però non è possibile considerare il ruolo del panello in termini di CO2, visto che il medesimo sostituirebbe parte del mangime a base di mais normalmente utilizzato nelle aziende zootecniche e che già funziona come assorbitore di CO2. In questa ipotesi, il meccanismo di allocazione acquisirebbe un valore più oggettivo e meno aleatorio e, nel caso specifico, il bilancio ambientale del biodiesel molto probabilmente peggiorerebbe.



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